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Società Italiana per lo Studio delle Cefalee

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L’emicrania cronica: fardello e opportunità

Franco Granella - Responsabile Ricerca Indipendente

Quando ho iniziato a occuparmi di cefalee, nei lontani anni ’80, le cefalee croniche erano la Cenerentola dei Centri Cefalee, non erano neppure riconosciute formalmente dalla classificazione internazionale, erano un guazzabuglio in cui era difficile orientarsi e davano, ai pochi temerari che cercavano di occuparsene sia dal punto di vista assistenziale che da quello scientifico, ben scarse soddisfazioni. Le pazienti (dico le pazienti perché l’80-90% di loro appartenevano al sesso femminile) erano donne di mezz’età, “strafatte” di analgesici e con una nutrita comorbilità psichiatrica. Le ricoveravamo per la disintossicazione in ospedale (ai bei tempi in cui non imperavano ancora i DRG) ma, dopo un transitorio miglioramento, spesso ricadevano nel “vizio”. 

Da allora è stata fatta molta strada: pian piano, nonostante molte e tenaci resistenze, il concetto dapprima di chronic daily headache e poi quello di emicrania cronica (fino a vent’anni fa parlare di emicrania cronica era un vero e proprio ossimoro, essendo l’emicrania patologia episodica per definizione) si sono imposti. Numerosi studi epidemiologici hanno fatto luce sulla dimensione del problema “emicrania cronica” (ne è affetto il 2% circa della popolazione generale) e, soprattutto, hanno illuminato l’abisso di sofferenza che questi sfortunati pazienti devono sopportare: la rinuncia alle gioie della vita sociale e familiare perché qualsiasi minima deviazione dalla routine quotidiana può essere il detonatore di uno spaventoso attacco, talvolta persino il forzato abbandono del lavoro o, perlomeno, il demansionamento ad occupazioni poco “demanding” sul piano fisico ed emotivo. L’uso eccessivo di farmaci sintomatici, cui quasi tutti gli emicranici cronici soggiacciono, d’altra parte impone anch’esso il suo burden di effetti collaterali e rischi anche seri per la salute. Tra l’altro, se tanti progressi sono stati compiuti negli ultimi venti anni a proposito dell’emicrania cronica, a cominciare dai criteri diagnostici per la sua definizione, ben poca luce è stata gettata invece sull’annoso problema del rapporto di causalità tra uso “eccessivo” di farmaci e cronicizzazione della cefalea. E’ nato prima l’uovo cefalea o la gallina “abuso” di farmaci? Personalmente io sono convinto che nella maggioranza dei casi l’emicrania cronicizzi per motivi indipendenti dall’utilizzo smodato di farmaci e che, quando il mal di testa diventa quotidiano, l’uso altrettanto quotidiano di sintomatici rappresenti una risposta perfettamente razionale, ma questa discussione ci porterebbe lontano…

Io sono convinto che oggi le cefalee croniche, e l’emicrania cronica in particolare, con o senza “abuso”, dovrebbero rappresentare il core business dei Centri Cefalee. L’emicrania in generale, con la sua prevalenza straripante (12-15% almeno della popolazione) non può, e non dovrebbe nella maggior parte dei casi, essere curata all’interno dei Centri Cefalee, che riescono ad occuparsi di una fetta minima della torta, ma essere appannaggio di medici di medicina generale adeguatamente formati. I Centri Cefalee dovrebbero occuparsi prevalentemente di cefalee croniche, e di emicrania cronica soprattutto, perché sono i casi più complessi, quelli che il medico di base non può risolvere, quelli che richiedono competenze specialistiche e approccio multidisciplinare. L’emicrania cronica rappresenta una grande opportunità e una grande sfida per i cefalologi di oggi: è la cefalea che porta con sé il maggior fardello di disabilità, quella che ci dà più soddisfazione quando riusciamo a vincere la difficile battaglia, ma anche quella di cui ancora oggi molti aspetti restano in ombra. Alla luce delle nuove terapie che possiamo contrapporle, la tossina botulinica oggi, gli antagonisti del CGRP domani, è essenziale moltiplicare gli sforzi per acquisire maggiori conoscenze.

E’ in quest’ottica che si inserisce l’iniziativa della nostra Società, con la neonata sezione della Ricerca Indipendente, indipendente da interessi precostituiti di qualunque provenienza. Il questionario sull’emicrania cronica, accessibile con una password rilasciata dalla Società, si propone di costituire un prezioso database che ci aiuti a comprendere le caratteristiche della malattia nella realtà italiana, a cominciare dalle variabili demografiche fino a quelle inerenti durata e severità dell’emicrania, fattori di rischio e terapie tentate. Il database potrà servire anche di stimolo per studi ulteriori di vario tipo che potranno essere proposti dai Soci, che rimarranno ovviamente proprietari dei dati da loro immessi ai quali potranno sempre avere accesso.

Invito pertanto tutti i soci della SISC ad inserire numerose cartelle cliniche: se la partecipazione sarà massiccia potremo costruire un database di proporzioni forse uniche, che sarà in grado di fornire dati scientificamente rilevanti. 

Buon lavoro!



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